Monday, December 4, 2017

Note Svizzere

Questo fine settimana mi ha visto nuovamente presente in territorio elvetico, per un doppio finissage, il primo ospitato presso la Galleria ConsArc Chiasso,





ed il secondo presso la Galleria OnArte di Minusio.
E' stato bello, ed anche un po' triste come sempre quando finisce una mostra. Ma nuove mostre sono già in programma e la giostra continua a girare. Sono stati giorni belli ed interessanti, i primi freddi e la prima neve ci hanno accompagnato anche verso nuove scoperte e nuovi incontri. Oltre ai due finisagge menzionati abbiamo fatto visita alla Fondazione Rolla di Bruzella, ed abbiamo così potuto conoscere con una calma maggiore rispetto alle inaugurazioni i signori Rolla, Rosella e Phil. E' stato un piacere ed un onore essere stati accolti prima presso la fondazione nell'ex kindergarten del paese e poi presso la loro abitazione, la casa delle Dogane, dove collezione e calore domestico si fondono con gusto e passione. Si tratta di una collezione non esclusivamente fotografica, dove artisti minimalisti come Donald Judd, Walter De Maria e Richard Long sono intervallati a fotografie dei maestri del paesaggio fotografico e non solo. Tra tutti Robert Adams e Bernd e Hilla Becker hanno ovviamente catturato la mia attenzione, ma confesso di aver anche fatto la conoscenza di grandissimi autori che prima non conoscevo, e vedere dal vivo le stampe di un maestro come Matthias Hock lascia molta felicità addosso. C'è anche un altro autore che mi ha attirato molto, sta sulle scale, ai pianerottoli del primo e secondo piano se non sbaglio. Avrei potuto chiedere chi fosse, ma non l'ho fatto, confesso che mi sono un po' vergognato della mia ignoranza, ma prometto che scriverò per sapere il nome dell'autore perché è raro avere una così delicata eleganza, ed è bello ritrovarla nelle cose semplici che ci circondano come una tenda alla veneziana, ma c'è un mondo in quella veneziana lì. Non ho fatto fotografie né delle opere né tantomeno della casa, a volte immaginare è bello, e potete pure immaginare in grande. 




E' stato un giro anche di nuovi incontri con persone e non solo con fotografie, ci siamo infatti incontrati – prima ospiti dei signori Giudici a Chiasso e poi di Sebastian Frtizsche a Minusio – con Alessandra Calò e Fabrizio Cicconi, e ci rivedremo presto per un evento a Milano di cui parleremo più avanti.  Qui sopra potete vederli all'opera mentre smontano la mostra presentata da OnArte assieme a Kai Uwe Schulte Bunert. 





                                                                         







                                                                                                                                                                                                           
Qui a fianco invece il mio intervento site specific, si vede solo un pannello ma volevo mettere la stampa in relazione allo spazio esterno, e tutto non c'entra, per cui di necessità virtù, comunque ci stava bene.







Ma ci sono stati anche altri incontri, addirittura non fotografici, o non prettamente almeno. Domenica mattina, cioè ieri, siamo stati ospiti della calda e generosa accoglienza dei signori Miler, a Capolago, presso la loro casa d'arte e residenza, la Casa d'arte Miler. Un luogo incantato tra arte e storia dove si è svolta una lettura e presentazione del lavoro del compianto Tommaso Labranca di cui abbiamo potuto avere un assaggio “dall'interno” grazie agli amici e colleghi presenti tra cui Marta Cagnola, Mariarosa Mancuso e Gianni Biondillo.
Ovviamente a conferenza finita ci siam ritrovati a parlare un po' in giro, ed ovviamente (c'è questa attrazione invisibile, succede sempre così) ci siamo trovati ad un certo punto ad essere solo fotografi, e ancor più nello specifico solo fotografi presenti alla Biennale dell'Immagine, sia di questa edizione (Fabio Tasca e Giuseppe Chietera che con Domenico Scarano e Roberto Mucchiut hanno sviluppato il progetto “Berlino”) sia autori della passata edizione come Enrico Minasso che aveva lavorato in collaborazione proprio con la Casa d'Arte Miler sul paesaggio ticinese con la mostra dal titolo La Grande Bruttezza. Ovviamente in terra elvetica non poteva mancare l'abbraccio fraterno di quel bischero del mio grande amico Igor Ponti, a questo giro abbiam trovato la sua collezione familiare arricchita da un nuovo elemento, Ludovico - nonostante il mese e mezzo di vita - ci ha accolti già con grande disinvoltura.




Le foto dei bambini ancora non le faccio, allora la sostituisco con un'altra del gatto (sì, quelle le faccio) però non son facili, anche i gatti sono timidi, e soprattutto furbissimi che quando si nascondono proprio non si riesce a scovarli.

Ringrazio tutti per l'accoglienza che ci hanno regalato, ormai ci sentiamo di casa da queste parti e ci piace molto far parte di questo mondo, e devo ringraziare anche Alessia, che si è sorbita le inutili quanto noiose discussioni tra fotografi, è stata abbandonata per un tempo imprecisato al freddo in macchina ed è stata salvata dall'intervento umanitario dei signori Rolla. 


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